Buona energia in una brutta zona. Cosa succede nel quartiere che fa la legge sulla camorra?

Mariateressa Imperdo desidera migliori opportunità per le persone nella sua città natale, Napoli, in particolare i bambini. La camorra mafia si diffuse in molti quartieri, soprattutto poveri come San Giovanni a Teducio. Qui Mariateresa Imperado e le sue colleghe cercano di combattere la criminalità organizzata. E si tratta di energia. Vedi il rapporto di Digi24 e del programma Deutsche Welle “Focus Europa”. Lo spettacolo va in onda il sabato alle 00:30 e si ripete dalle 19:30.

I residenti lo chiamano il Bronx. Il quartiere di San Giovanni a Teducio alla periferia est di Napoli è una zona di povertà, disoccupazione e mafia. Ma è qui che è iniziata la rivoluzione energetica del Napoli.

“È positivo iniziare da qui perché vogliamo una transizione energetica socialmente giusta. Dobbiamo combattere insieme contro il cambiamento climatico e l’ingiustizia sociale. Questo è quello che abbiamo fatto qui”, afferma l’ambientalista Mariateresa Imperado.

La prima “Comunità Energetica” in Italia

Sul tetto di un edificio è stata realizzata la prima “comunità energetica” d’Italia. 166 pannelli solari generano elettricità per 40 famiglie. Qui l’energia è diventata parte di un progetto sociale.

L’ex orfanotrofio della fondazione “Famiglia di Maria” è un centro per l’infanzia perché non venga sfruttata dalla camorra. Ma ci sono anche dei rischi.

“Questo buco proviene da un proiettile sparato davanti all’ingresso e ha colpito questo muro. Il chiaro segno della criminalità organizzata è uno dei grandi problemi qui. A questi tipi di posti piace mostrare che non ci vogliono perché obbediamo alle leggi ed educare i bambini. Le nostre armi sono libri, strumenti musicali e persino pannelli solari”, afferma Maria Imperado.

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I bambini convinsero i loro genitori che li avrebbero salvati

Genaro ha 11 anni. Viene qui ogni giorno ed è diventato un ambientalista. I bambini giocano un ruolo importante: sono loro che convincono i loro genitori a partecipare al programma energetico.

“Abbiamo installato più pannelli solari qua e là. Ulteriore, EE in questa pagina. Sono felice perché almeno stiamo facendo qualcosa per la natura. “Ho detto a mia madre che faceva bene all’ambiente e che avrebbe fatto risparmiare soldi”, dice il giovane Genaro Dragan.

Pasquale Cirillo lavora da 20 anni alla Fondazione Famiglia di Maria, ma per lui è più di una semplice energia alternativa.

“Stiamo cercando di dare una possibilità a questi ragazzi. Anche se è un posto difficile e pieno di bruttezze, mostriamo loro che c’è qualcosa di bello in questo quartiere. È un posto dove puoi recitare e fare musica, persone che ti ascoltano, chi può aiutarti. Qui ci sono diverse opportunità”, spiega Pasquale Cirillo.

Che si tratti di calcio, attività ambientali o musica, più di 100 bambini visitano questo luogo ogni giorno.

Una storia positiva da una regione travagliata

“Serve un piano energetico per mostrare le famiglie a cui teniamo. La prima comunità energetica non si costruisce al centro, ma qui a est”.Sulù Napoli. Siamo i primi a farlo! Infine, le persone qui non si considerano gli ultimi, i dimenticati, quelli che ottengono sempre gli avanzi. No, questa volta siamo i primi! – Pasquale indica Cirillo.

Il tutto è costato 100.000 euro ed è stato finanziato dalla fondazione “Kan il Sud”.

Le famiglie sono diventate imprenditori che non solo usano l’elettricità, ma la vendono. Da mesi l’impianto genera elettricità verde ai piedi del Vesuvio.

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“La comunità energetica rappresenta un nuovo percorso per questo quartiere. Ci sono ancora molte questioni irrisolte e la folla è ancora in circolo. Ma questa è finalmente una storia positiva”, dice felice l’ambientalista Mariateresa Imperdo.

Seguendo un tale esempio, nei prossimi mesi verranno fondate decine di nuove comunità energetiche nel sud Italia.

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