Esporsi al sole in sicurezza: primavera o estate?

Sole e benessere per la propria salute, una giusta dose giornaliera di vitamina D per proteggere le ossa e non indebolire il sistema immunitario: ma quando esporsi al sole per non danneggiare la salute? In primavera o in estate? Lo svela uno studio effettuato dal Politecnico di Valencia per capire quali sono i tempi corretti per esporsi al sole in sicurezza. In primavera e in estate bastano dai dieci ai venti minuti, mentre in inverno bisognerebbe esporsi al sole per ottenere la giusta dose di vitamina D per circa due ore. Una quantità di sole che in questa stagione è quasi impossibile ottenere. Un problema che accomuna diverse nazioni, anche quelle dal clima temperato, come Spagna e Italia. Lo spiega l’autrice dello studio, la professoressa Maria Antonia Serrano: «Nonostante la Spagna abbia in media molte ore di sole giornaliere ci sono alte percentuali di deficienza di vitamina D in tutta la popolazione». La vitamina D infatti è contenuta in pochi alimenti, quali salmone, uova, olio di fegato di pesce, latticini e funghi, in alternativa quindi l’unico modo per ottenerla è l’esposizione al sole.

Vediamo lo studio. Il gruppo di ricercatori guidati dalla professoressa Serrano ha osservato l’impatto dei raggi ultravioletti nella città di Valencia, a mezzogiorno, per quattro mesi nel corso dell’anno, uno per ogni stagione. Tutto considerando anche quanta pelle viene di solito esposta alla luce del sole: il 25 per cento nei mesi caldi e il 10 per cento durante l’inverno. La dose consigliata di vitamina D è a gennaio pari a 130 minuti di esposizione al sole, ad aprile 11 minuti, a luglio ne bastano 7 ed infine ad ottobre 31. La ricerca ha tenuto conto anche del problema dell’eritema. Il rischio scottatura però non può essere generalizzato in quanto dipende dal tipo di pelle. Quella presa in analisi dagli studiosi spagnoli è la pelle di tipo III, molto comune sia in Spagna sia in Italia, si tratta del tipo di pelle che si abbronza con facilità e che si brucia raramente. Il risultato? A gennaio si può prendere la tintarella senza pericolo esponendosi al sole fino a 150 minuti, ad ottobre 69, ad aprile bastano 44 minuti, mentre a luglio 29 minuti.

I calcoli sono stati svolti senza tenere in considerazione la pelle protetta da abbronzanti. Insomma l’invito dei ricercatori è alla cautela: i tempi indicati riguardano un tipo di pelle III e variano se si tratta di una pelle chiara. E non solo. I dati variano a seconda della temperatura della giornata: le misurazioni sono state effettuate infatti con temperature medie per la stagione. Di conseguenza in una giornata molto calda, i calcoli verrebbero stravolti, accorciandosi anche gli intervalli di un’esposizione sicura. Inoltre, dallo studio è emersa l’impossibilità di ottenere nei mesi tra novembre e febbraio la giusta dose di vitamina D, che va compensata aiutandosi con alimenti ricchi della vitamina, come, per esempio, latte e cereali.

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