Salute mentale, la cura arriva sul web: più di 3.000 app dedicate

Esistono più di 3mila app dedicate alla cura online di problemi mentali. Sono tante le persone che cercano sul web dei consigli di salute, di sostegno psicologico. Questo ha fatto emergere la necessità di mettere a punto delle applicazioni dedicate: si chiamano E-mental health e sono tantissime quelle disponibili negli store. Le app dedicate al disagio mentale corrispondono al 6 per cento del totale. I dati sono emersi nell’ultimo Congresso dell’Epa, l’associazione europea di psichiatria. Si stima che ci sarà un aumento del 50 per cento entro i prossimi tre anni. Dalla ricerca sulle caratteristiche di una malattia alla terapia specifica, dalle visite specialistiche ai controlli prenotati online, tutto grazie alle app.

Succede così che si possa garantire ad un numero maggiore di pazienti un sostegno psicologico grazie al web. “La crescente diffusione dei dispositivi portatili e dell’utilizzo di Internet, anche nel campo medico, oltre che della comunicazione – spiega Silvana Galderisi, presidente della Società Europea di Psichiatria (EPA) – sta determinando un radicale cambiamento nel modo di fare diagnosi, monitorare e trattare le patologie, affiancate da altri mezzi multimediali quali ad esempio chat e teleconferenze, finalizzati alla gestione remota dei servizi per la salute mentale, inclusi la diagnosi, la valutazione periodica del quadro clinico, nonché il trattamento sia farmacologico che psicoterapico”.

Questo comporta anche una riduzione dei costi del servizio. Ma non solo pro: tra i contro c’è il fatto che si perde il rapporto di empatia tra medico e paziente. “Una gestione virtuale del paziente, cioè attraverso i dispositivi elettronici – chiarisce Silvana Galderisi – permette di raggiungere e trattare un maggior numero di persone, specie coloro che temendo l’etichetta di ‘malato mentale’ e l’emarginazione dal resto della società che purtroppo ancora oggi ne consegue, sono restii a varcare la soglia di un servizio di salute mentale, con il risultato di limitare anche le richieste di aiuto, o coloro che soffrono di fobia sociale per i quali l’idea di incontrare un terapeuta rappresenta un grave disagio. Al coinvolgimento del paziente, si aggiunge anche un ulteriore vantaggio: il migliore rapporto costi/benefici: numerosi studi riportano infatti una riduzione dei costi dell’assistenza sanitaria, a patto che l’utilizzo delle tecnologie elettroniche e mobili non diventi pretesto e strumento per giustificare eccessivi tagli alla spesa per i servizi tradizionali, senza evidenza di una maggiore qualità dell’assistenza”.

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