Boom di occhi secchi da dipendenza digitale

Arrossamento, sensazione di prurito, bruciore, vista offuscata, sensibilità alla luce, sensazione di avere sabbia negli occhi, dolore: sono tutti sintomi della dipendenza digitale, che fa seccare gli occhi. Si chiama, in inglese, Des, Dry Eye Syndrome, e si è trasformata in tutto il mondo in epidemia. Al punto che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha lanciato un allarme: “La sindrome dell’occhio secco è tra i disturbi più ignorati e sottovalutati della società moderna”.

Solo negli Stati Uniti sono stati evidenziati sintomi di ‘Dry Eye’ quasi in un adulto su due, con una percentuale del 48 per cento nel 2016. In Italia soffrono di questa sindrome il 25 per cento degli over 50, uno su 4, e il 90 per cento delle donne in menopausa. Succede che si verifica una mancanza di lacrime: il liquido evapora troppo o non è prodotto nella giusta quantità. Tra le cause, oltre all’invecchiamento, ci sono: l’abuso tecnologico, il fumo, lo smog.

Il problema riguarda anche i bambini e gli adolescenti: in Italia, secondo uno studio realizzato dal Centro per la salute del bambino di Trieste in collaborazione con l’Associazione culturale pediatri, un bambino su 5, gioca con il cellulare e il tablet nel primo anno di vita, tra i tre e i cinque anni già utilizza il telefonino dei genitori. Per gli adolescenti, un’altra indagine, ha evidenziato che oltre il 50 per cento dei ragazzi dorme con il cellulare acceso, mentre già dai nove ai dieci anni il 26 per cento ha un notebook, l’11 per cento il telefonino e il 4 per cento un tablet.

Ecco perché insorge la sindrome dell’occhio secco: “Normalmente i nostri occhi sbattono le palpebre 15 volte al minuto – spiegano gli oftalmologi – mentre quando usiamo a lungo i nuovi strumenti digitali, il pc o guardiamo molto la televisione, l’occhio sbatte la metà delle volte necessarie”. Ciò comporta “un’eccessiva evaporazione e ridotta produzione del liquido lacrimale”. Il  rimedio? Gli esperti consigliano di limitare l’uso di questi dispositivi, quindi non passare ore ed ore davanti al pc, al cellulare o ai tablet, per i più piccoli massimo a trenta minuti al giorno e in alternativa dedicarsi ad altre attività ricreative all’aperto. In sintesi giocare come si faceva una volta.

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