Fattori di rischio bpco

BPCO

Cosa è la BPCO

La broncopneumopatia cronica ostruttiva è una patologia che colpisce l’apparato respiratorio di una persona e che si presenta in entità variabili a seconda di diversi fattori come età del soggetto, condizione fisica generale dello stesso, altre patologie in corso e contesto ambientale in cui la persona affetta da BPCO vive in ambito familiare e lavorativo.

Questa malattia consiste in un’irreversibile ostruzione delle vie aeree, si presenta in forma progressiva e accompagna uno stato di infiammazione costante dei polmoni.
Le problematiche che si creano dopo una lunga convivenza con la malattia è una vera e propria trasformazione dei bronchi, che riducono la loro funzionalità con conseguente minore capacità respiratoria.

I fattori che concorrono ad aggravare questa situazione sono la maggiore predisposizione dell’organismo a infezioni respiratorie batteriche, fungine e virali di diversa tipologia. È quindi importante seguire la terapia prescritta e tenere sotto controllo la situazione, per evitare complicazioni future ben più gravi.

I fattori di rischio della BPCO

I fattori di rischio della BPCO sono diversi e possono essere sia di origine ambientale che di origine personale.
Tra i fattori di tipo ambientale il principale rischio è derivante dal fumo di sigarette, sia esso attivo che passivo. Il fumo di sigaretta in particolare colpisce negativamente l’apparato respiratorio accentuando il suo decadimento naturale nel tempo. Anche il fumo passivo contribuisce in maniera parziale allo sviluppo della malattia favorendo l’inalazione di particolato e di gas.

Anche l’esposizione ad ambienti lavorativi in cui siano presenti vapori, fumi irritanti, sostanze chimiche e polveri può giocare un ruolo negativo determinante nell’evolversi della malattia, con l’assorbimento di cadmio e di silice che rappresenta un notevole pericolo.

Tra i fattori di tipo individuale invece esistono molti geni che possono essere associabili al deficit di alfa1-antitripsina: si tratta di una proteina epatica che ha la funzione di proteggere l’apparato polmonare e che per cause ereditarie in alcuni casi può venire meno.
Altri fattori individuali possono essere quelli legati alla presenza di alcune patologie respiratorie di tipo complesso come ipersensibilità dei bronchi ed asma.

I sintomi e la diagnosi della BPCO

I sintomi che precedono una diagnosi di BPCO sono la dispnea e la tosse, che possono essere anche accompagnati da un respiro sibilante. La tosse in questo caso è cronica, maggiormente intensa al mattino e produce molto muco. La dispnea inizialmente non compare ma dopo qualche anno inizia a manifestarsi in maniera graduale, arrivando nei casi più gravi a limitare le ordinarie attività quotidiane.

Le persone che vengono colpite da questi sintomi sono pure soggette a infezioni respiratorie di tipo cronico che, in certi casi, possono provocare ricadute e sintomi aggravati.
Via via che la malattia progredisce anche questi episodi diventano più frequenti.
La diagnosi della BPCO avviene attraverso un apposito esame chiamato spirometria, che è lo stesso che viene utilizzato anche per rilevare e controllare uno stato d’asma.
I livelli di gravità della malattia sono suddivisi in 4 stadi, di cui lo 0 (zero) è il meno grave mentre il terzo stadio rappresenta la situazione di BPCO di maggiore criticità.

Come gestire la BPCO

È molto importante seguire una serie di trattamenti per gestire nel migliore dei modi la malattia e per raggiungere una serie di obbiettivi tra cui:
• riduzione di sintomi negativi della malattia;
• miglioramento della respirazione;
• impedire o ritardare la progressione della BPCO;
• prevenzione e trattamento della malattia;
• prevenzione e trattamento delle complicanze;.

I farmaci che vengono maggiormente utilizzati per fronteggiare la BPCO sono broncodilatatori, cortisone e derivati. Ai soggetti affetti da questa malattia è inoltre consigliato di vaccinarsi contro la polmonite e l’influenza.

 

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