Europa, nube radioattiva: ”Livelli al di sotto della soglia di sicurezza”

Una nube radioattiva minaccia l’Europa: livelli al di sotto della soglia di sicurezza e molto pericolo per la salute delle persone che, inevitabilmente, respirano aria inquinata. L’allarme è lanciato insomma e riguarda alcuni paesi in particolare: Polonia, Norvegia, Germania, Francia e Spagna.

Lamberto Matteocci, responsabile controllo delle attività nucleari dell’Ispra, conferma che la situazione è sicuramente molto delicata e che qualcosa occorre fare per ridurre l’inquinamento e salvaguardare maggiormente la salute delle persone. Anche se l’esperto sottolinea che i dati, che in questi ultimi giorni sono stati pubblicati dalle principali testate, sono relativi al mese di gennaio.

Le notizie che stanno uscendo si riferiscono in realtà a dati che sono quelli di gennaio e sono già tornati nella normalità

La situazione dunque adesso è di nuovo sotto controllo ma il problema sussiste. Aggiunge:

L’Istituto di Sicurezza Radionucleare francese, IRSN, ha pubblicato solo da una settimana i dati dello scorso mese, dai quali si evincevano concentrazioni più alte di un isotopo, lo iodio 131, in vari Paesi. A febbraio invece non si riscontrano anomalie, comunque i valori di gennaio, pur superiori alla media, erano bassissimi, molto al disotto della soglia di sicurezza. Per dare un’idea: parliamo di concentrazioni dell’ordine del milionesimo di Becquerel al metro cubo, mille volte inferiori a quelle trovate in Europa subito dopo l’incidente nucleare di Fukushima, che, come si sa, non ebbe un impatto radiologico sul suolo europeo

Nel mirino lo iodio 131. Spiega Matteocci:

E’ un isotopo radioattivo di origine artificiale: la sua presenza in atmosfera è collegabile al rilascio da un’installazione o, come è avvenuto in passato, da test nucleari. Però al momento non risulta alcuna correlazione tra queste rilevazioni e fatti di cui si sia a conoscenza

L’inquinamento è dunque una minaccia seria per tutta Europa e qualcosa occorre fare: nel mezzo c’è la salute delle persone.

Photo | Pixabay

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