La ricerca: le donne che fanno sesso spesso hanno più memoria

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Una vita sessuale attiva serve a rafforzare la memoria delle donne. Lo afferma uno studio effettuato dai ricercatori della McGill University, in Canada, e pubblicato sulla rivista ‘Archives of Sexual Behavior’. Lo studio è stato condotto su un campione di giovani donne, studentesse universitarie, e diretto da Larah Maunder, dimostrando appunto che le donne che fanno sesso spesso ricordano meglio le cose e totalizzano risultati maggiori con un punteggio più alto a test mnemonici.

I ricercatori hanno sottoposto le partecipanti prima ai test di memoria per valutare le loro capacità. Poi è stato chiesto loro di compilare test che riguardavano informazioni personali, tipo frequenza del sesso, e anche riguardo il proprio rendimento accademico ed al loro stile di vita. Da qui è emerso che le donne che fanno sesso più spesso sono quelle ad aver ottenuto risultati migliori ai test di memoria. Non è ancora chiaro, tuttavia, se vi sia un meccanismo di causa ed effetto tra il sesso e la memoria, quindi, secondo i ricercatori, in base a degli studi effettuati su animali, l’ipotesi è che il sesso stimoli la produzione di nuovi neuroni nell’area dell’apprendimento e della memoria, stimolando nelle femmine l’ippocampo, rinforzando così la memoria.

E’ stato effettuato anche un altro studio dall’Università di Melbourne dai ricercatori guidati da David Reutens, che riguarda le dimensioni dell’amigdala, ovvero l’area del cervello importante nei processi emotivi e nella memoria, quella emozionale, che sarebbero legate ad una maggiore intensità o minore dello stimolo sessuale nelle persone. L’amigdala ha un ruolo importantissimo nella percezione degli impulsi, che poi si trasformano in stati d’animo, fornendo ad ogni stimolo un livello d’attenzione ottimale, arricchendolo di emozioni e immagazzinandolo come ricordo.

L’amigdala è formata da diverse aree, sono circa dieci o dodici sottoaree. La scoperta del nesso tra le sue dimensioni e l’intensità dell’impulso sessuale è stata pubblicata sulla rivista scientifica ‘Annals of Neurology’. La ricerca è stata condotta su un campione di 45 persone affette da epilessia cronica, malattia spesso associata a disturbi della sfera sessuale. I ricercatori hanno effettuato scansioni del cervello di questi pazienti, che avevano subito un intervento chirurgico, sottoponendo poi i volontari a dei questionari e colloqui. E’ emerso che più ampia era la dimensione di amigdala conservata dopo l’intervento, maggiore è risultato l’impulso sessuale.

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