Bugie dei bambini: come reagire

Per un bambino, dire la verità non è un comportamento automatico ma l’apprendimento progressivo di una competenza.

Inizialmente, un bambino non attribuisce alla bugia un significato immorale ma la utilizza come un metodo per capire che ciò che lui pensa resterà nella sua mente a meno che non sia egli stesso a dirlo. Man mano, con la crescita, il bambino svilupperà una concezione diversa della menzogna attraverso le reazioni degli altri, prima di tutto dei genitori.

Ma qual è il comportamento migliore dei genitori di fronte alle bugie del loro bambino? Da un lato, mostrarsi eccessivamente rigidi e moralizzanti può favorire l’uso stesso della bugia: il bambino, dopo aver mentito, di fronte alla reazione colpevolizzante dei genitori, troverà come soluzione quella di giustificare il suo comportamento con un’altra bugia.

Allo stesso modo, l’atteggiamento genitoriale opposto non è da considerare il migliore: fingere di credere alle sue bugie, essere disattenti, spingerà maggiormente il bambino ad usare la bugia come mezzo risolutivo. Scoprire la bugia, farlo notare al bambino, spiegargli che se avesse detto la verità non gli sarebbe successo nulla di cattivo e che i genitori sarebbero stati felici della sua onestà, invece, è il modo più adatto per avvicinare il bambino alla sincerità.

Articolo di: Rea Gabriella, dott.ssa in “Psicologia dei processi relazionali e di sviliuppo”; laureanda in “Psicologia dinamica, clinica e di comunità” presso l’Università Federico II di Napoli; ho svolto un tirocinio presso l’Istituto Nazionale Tumori – IRCCS “Fondazione G. Pascale” di Napoli; svolgo attività di volontariato in clownterapia. Leggi tutti gli articoli di questo autore

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