L’orgasmo femminile: per l’università di Yale non è più un segreto

L’orgasmo femminile: per l’università di Yale e il Cincinnati Children’s Hospital  non è più un segreto

Una recente ricerca dell’Università di Yale e del Cincinnati Children’s Hospital resa nota la scorsa estate ha preso in esame, ancora una volta, l’orgasmo femminile uno dei più grandi misteri dell’intimità della donna e oggetto d’analisi da parte di tantissimi studiosi che negli ultimi decenni, in particolare, hanno cercato di rispondere al quesito sull’esistenza o meno di un piacere intimo della donna durante il rapporto sessuale. Gli esperti dell’università università del Connecticut sostengono che l’orgasmo femminile nel passato avrebbe assolto al compito di stimolare l’ovulazione avrebbe successivamente perso questa funzione portando ad un rimodellamento dell’anatomia dei genitali femminili. Il gruppo di ricerca ha comparato più specie di mammiferi e ne ha valutato differenze ma anche aspetti in comune considerando che pur essendovi un orgasmo diverso a seconda dell’animale considerato ogni specie è caratterizzata dall’aumento della produzione di due ormoni, la prolattina e l’ossitocina inolte questo riflesso neuro-endocrino si sarebbe sviluppato per favorire l’ovulazione delle femmine indotta dalla presenza del maschio. Da qui una nascita spontanea del ciclo mestruale che avrebbe fatto perdere all’orgasmo la sua funzione riproduttiva originaria.

Orgasmo femminile: conclusione della ricerca Usa

Le conclusioni dello studio pubblicate sulla rivista Jez-Molecular and Developmental Evolution,  hanno dunque portato a riconsiderare l’orgasmo femminile come qualcosa che ha subito una profonda trasformazione legata soprattutto al modus operandi dell’ovulazione che da meccanismo indotto è passato a meccanismo ciclico espontaneo e questo ha indotto un rimodellamento anatomico che ha spostato il clitoride dalla sua posizione primitiva ad una più nascosta rendendo la stimolazione e il raggiungimento del piacere sempre più difficile.

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