Una nuova tecnica contro le cellule tumorali nel sangue: diagnosi in sole 5 ore

Arriva dagli Usa una nuova tecnica che svela la presenza di cellule tumorali nel sangue, in sole cinque ore. Lo studio porta la firma dei ricercatori di Stanford ed è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences. Il test è basato sull’analisi delle cellule tumorali circolanti e costituirebbe una vera rivoluzione nel trattamento dei tumori, proprio perché attraverso un monitoraggio costante del DNA tumorale permetterebbe uno studio non invasivo dell’evoluzione dei tumori nel tempo, di conseguenza ciò permetterebbe anche di cogliere precocemente eventuali comparse di resistenza ai trattamenti e di poter agire con una terapia mirata. Il test non è solo rapito, ma anche economico: ha un costo di 30 dollari.

Si tratta di un sistema innovativo studiato dai ricercatori californiani che permette di isolare le cellule tumorali circolanti, che sono presenti nel sangue dei pazienti oncologici e di leggere i geni al loro interno. Ciò consente di leggere sui geni del tumore primitivo polmonare, escludendo la biopsia, che è un sistema invasivo ed anche pericoloso. Lo scopo dei ricercatori è quello di mettere a punto una tecnologia che sia meno invasiva: “Stiamo cercando di mettere a punto una tecnologia minimamente invasiva – chiarisce il primo autore dello studio, Seung-min Park della Standford University – che ci consenta di monitorare in maniera continuativa la salute del paziente nel tempo”. E ancora spiega: “Senza una biopsia e il profiling genetico – dice Park – l’oncologo, nella scelta delle terapie è costretto a navigare a vista, instaurando una seconda o una terza linea di trattamento, nella speranza che sia efficace. Ma naturalmente non è facile o addirittura impossibile effettuare biopsie polmonari ripetute e anche la TAC, che viene effettuata per valutare se le dimensioni del tumore si stanno riducendo o se al contrario sono in progressione, espone il paziente ad un’elevata quantità di raggi X, anch’essa potenzialmente pericolosa. Un monitoraggio del tumore, basato su un esame del sangue permetterebbe di evitare i rischi insiti in queste procedure diagnostiche e di somministrare delle terapie in maniera mirata.”

Così la nuova tecnica delineata a Stanford funziona attraverso un prelievo di sangue dai pazienti affetti da cancro polmonare e poi cimentarlo con anticorpi che legano le cellule tumorali, così facendo vengono marcate le cellule malate, aggiungendo al sangue prelevato delle nanoparticelle magnetiche, che vanno ad attaccarsi agli anticorpi legati alle cellule tumorali. Quindi si procede all’analisi genetica. Dopo solo cinque ore si ha la risposta.

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