Chirurgia genitale, uomini insoddisfatti dopo il bisturi

chirurgia genitale

Tra i tanti uomini che ricorrono alla chirurgia genitale, tanti sono quelli che rimangono insoddisfatti. Insomma ricorrere al bisturi per risolvere problemi intimi maschili, non assicura automaticamente la felicità sessuale, obiettivo che invece molti sperano di raggiungere nel momento in cui decidono di affidarsi alla chirurgia.

A inquadrare la situazione è il sessuologo Franco Avenia, vicepresidente della Fiss (Federazione italiana di sessuologia scientifica) che sottolinea che a fronte di una percentuale piuttosto elevata di interventi riusciti (97%) c’è una altrettanto alta percentuale di uomini che non si ritengono soddisfatti di quanto ottenuto con la chirurgia.

Se l’efficacia risulta molto alta, ben il 97%, grazie alla qualità delle tecniche chirurgiche e delle protesi, la percezione del miglioramento della qualità di vita varia dallo 0% al 95%. Ecco perché è importante conoscere i motivi soggettivi d’insoddisfazione che possono insorgere dopo la chirurgia genitale. Anche in caso di intervento perfettamente riuscito, infatti, non è detto che il paziente sia in grado di superare in automatico il problema che l’ha portato a ricorrere al bisturi. Spiega Franco Avenia:

Uno dei principali motivi d’insoddisfazione è costituito dalla non realizzazione delle aspettative, che possono essere sovradimensionate o distorte perché non chiarite bene prima dell’intervento. Una protesi del pene, per esempio, non è una capsula dentaria: chiarire bene prima a cosa si va incontro dopo l’intervento è la chiave per fare in modo che l’uomo recuperi la propria soddisfazione sessuale. La non accettazione della guarigione è un altro caso, ed è anche abbastanza frequente. La perdita del ruolo del malato corrisponde spesso a una perdita di potere o di centralità nella coppia o nella famiglia

Insomma tanti sono i fattori da prendere in considerazione prima di decidere di affidarsi alla chirurgia genitale che non sempre regala risultati scontati sui pazienti. Maggiore è la consapevolezza prima dell’intervento chirurgico, dunque, e meglio è.

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