Arsenico nell'acqua: le Regioni condannate a risarcire gli utenti

E’ arrivata la sentenza del Tar del Lazio a seguito del ricorso presentato dal Codacons nei confronti di 5 Regioni, Lazio, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia e Umbria. Oltre 2.000 utenti avevano denunciato la presenza di arsenico nell’acqua. Il rimborso sarà di 100 euro.

 

 

 

 

 

 

E’ certa la pericolosità per la salute derivante da un’esposizione prolungata ad arsenico presente in acqua potabile

E’ quanto si legge nella nota del Tar del Lazio, riaffermando che l’acqua fornita ai cittadini deve essere salubre e la tariffa legata alla qualità. La sentenza potrebbe portare a successive denunce e querele presso la Procura della Repubblica. Le quantità di arsenico disciolto in acqua risultano oltre i limiti consentiti dall’Unione Europea.

La sentenza del tribunale cita inoltre una ricerca condotta in Bangladesh, dall’ Health Effects of Arsenic Longitudinal Study, pubblicata di recente sulla rivista scientifica The Lancet.

Lo studio, sviluppato sotto la supervisione dell’Università di Chicago, effettuato su circa 12.000 persone, ha dimostrato come la presenza di arsenico nel sangue aumenta in modo significativo il rischio di tumori. A partire dagli anni 70, in Bangladesh, oltre 30 milioni di persone hanno bevuto acqua contaminata da questa sostanza. Secondo lo studio, questo ha provocato il 21% delle morti per tutte le cause e circa il 25% di malattie croniche. Tra le principali, tumori al fegato e malattie cardiovascolari.

Gli utenti da risarcire sono circa 2.000. L’importo corrisposto sarà mediamente di 100 euro.

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