In Sicilia aumentano le interruzioni di gravidanza

Aumentano gli aborti in Sicilia. I dati presentati dal Ministero della Salute, relativi all’anno 2011, indicano quasi 8.000 interruzioni  volontarie di gravidanza, l’1,5% in più rispetto all’anno precedente. A far crescere i dati sopratutto le donne straniere nonostante una percentuale di obiettori di coscienza tra le più alte in Italia.

La Sicilia è l’unica regione italiana in cui crescono gli aborti. I dati del Ministero indicano una ricorso all’interruzione di gravidanza superiore alla media nazionale nella fascia di età tra i 15 e i 39 anni. Il dato +1,5% della Sicilia contrasta nettamente con le regioni del Sud, in Campania il dato del 2011 fa registrare un calo del 17,5%, -15% in Calabria e Basilicata.

Il quadro siciliano è particolare, sopratutto se si pensa che la regione ha un alto tasso di obiettori di coscienza, l’80% tra i ginecologi e una media del 86% del personale medico. Per quanto riguarda infine l’identikit tipo delle donne che ricorrono all’aborto volontario si tratte in maggioranza di casalinghe che non hanno conseguito un diploma di licenza media superiore e di residenti stranieri.

Nel quadro Europeo è la Russia a guidare la classifica delle interruzioni di gravidanza con 40 casi ogni 1000 donne.

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