Tumore alla prostata: la ricerca scientifica boccia la terapia di rimozione chirurgica

Dopo il congresso di urologia di Parigi, si ritorna a parlare di terapia e diagnosi per il cancro alla prostata. Due ricerche scientifiche, uno studio  inglese,  riportato dal quotidiano The Indipendent e una ricerca dello Sloan Kettering Medical Center di New York, bocciano il ricorso alla rimozione chirurgica in quanto non garantisce il prolungamento della vita del paziente. Su 700 casi, in 12 anni solo il 3% dei pazienti ha avuto modesti benefici.

Da tempo la comunità scientifica si confronta con dubbi e studi sull’utilità delle prostatectomia. Questo tipo di intervento è al momento il più frequente nei casi di cancro alla prostata e consiste nella rimozione della ghiandola colpita. Dal 1994 al 2006, sono stati seguiti oltre 700 pazienti affetti da tumore alla prostata, con esami specifici sui soggetti che si erano sottoposti ad intervento. L’attenzione dei ricercatori è stata mirata non solo ai fattori di diffusione della malattia ma sopratutto al tempo di sopravvivenza dei pazienti. Le differenze riscontrate nei soggetti sottoposti ad intervento sono state minime.

Dubbi anche sulla prevenzione. Partendo da una ricerca del Karolinska Institute di Solna, in Svezia, arrivano infine ulteriori dubbi sugli strumenti di diagnostica, in particolare per quanto riguarda gli screening periodici per identificare il rischio. I dati raccolti puntano all’utilizzo di un nuovo ed unico esame, l’antigene prostatico specifico, Psa,  ossia il controllo dell’enzima prodotto dalle cellule ghiandolari della prostata. L’enzima può essere individuato nel liquido seminale o nel sangue. L’esame, che si deve effettuare all’età di 60 anni punta ad individuare uomini con alti livelli di Psa, la categoria colpita in grandissima maggioranza da questo tipo di tumore. Per i ricercatori del Kettering Medical Center di New York, questo tipo di esame darebbe una soglia di sicurezza di almeno il 50% e porterebbe ad individuare il verificarsi di un’evoluzione maligna. Con una prevenzione migliore si dovranno poi attivare interventi di terapia adatti.

Il tumore alla prostata colpisce il 12% degli uomini, il primo tumore maschile per incidenza. In italia, al 2010 sui 11.000 casi di diagnosi poco più di 1000 hanno un’età inferiore ai 65 anni.

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