Smalto per le unghie tossico: attenzione ai prodotti con nickel e toulene

Uno studio condotto dal Breast Cancer Found e dal Dipartimento per le Sostanze Tossiche della California, ha analizzato 25 prodotti cosmetici di 6 diverse categorie. Prodotti utilizzati frequentemente nei saloni di bellezza e distribuiti al pubblico da note aziende americane. Su 25 prodotti solo 7 hanno dimostrato caratteristiche innocue, per gli altri sono state riscontrate sostanze tossiche come nickel, dibutiftalato e toulene. La pericolosità di questi composti  ha aperto un vespaio di polemiche nei consumatori e nei lavori del settore cosmetico.

Prodotti cosmetici atossici. Il rischio, concreto, è quello di scoprire che per una vita intera abbiamo utilizzato prodotti che contengono sostanze tossiche che possono avere effetti dannosi per il nostro organismo. L’allarme lanciato dalla California, stato che solo pochi mesi fa aveva messo al bando la sostanza 4-mei contenuta nella Coca Cola dichiarando cancerogena la bibita, apre un dibattito nella comunità scientifica e nei poteri forti delle aziende produttrici di prodotti cosmetici.

Il problema interessa in maniera marginale le donne che usano i prodotti. La preoccupazione è sopratutto per le truccatrici, per chi lavora nei centri estetici come manicure e pedicure, addetti che entrano in contatto per molto tempo con questo tipo di sostanze. Alcune delle sostanze citate nello studio Usa sono molto pericolose. Il dibutilftalato, un solvente incolore o il toulene, idrocarburo aromatico contenuto anche nella benzina, sono tossine molto pericolose per le donne in gravidanza in quanto definite tossine da sviluppo, ossia si trasmettono anche ai feti.  Alcuni prodotti di noti brand, contengono formaldeide, sostanza cancerogena per l’agenzia federale americana sulla protezione dell’ambiente, che provoca irritazioni alle mucose e agli occhi presente non solo negli smalti. In Italia, ad esempio, la formaldeide è vietata in trattamenti stiranti per i capelli.

Dalla dottoressa Lisa Archer, coordinatrice per la ricerca presso il Breast Cancer Found, arriva un monito all’attenzione nell’utilizzo di questi prodotti, sopratutto per gli addetti ai lavori. Un appello che, si spera, venga recepito anche dai consumatori e dal “sistema” che tollera queste situazioni.

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