Impatto sulla salute dei cambiamenti climatici: i dati sconcertanti di una ricerca inglese

Per la prima volta i ricercatori del British Medical Journal hanno elaborato uno studio che dimostra le conseguenze sulla salute causate dai cambiamenti climatici e dal riscaldamento globale. I dati non sono incoraggianti. Le variazioni meteorologiche portano le popolazioni del mondo a forti escursioni termiche. Ondate di caldo e periodi gelidi. I danni per la salute dell’uomo arriveranno anche dalla morte di insetti, come le zanzare e dalla diversa diffusione di malattie infettive.

Il principale responsabile è in generale l’aumento della quantità dei “gas serra” rilasciati nell’atmosfera. Si sente da tempo parlare del surriscaldamento globale, degli effetti negativi dell’inquinamento sull’ambiente e via discorrendo. L’attenzione alle questioni “green” diventa maggiore quando si parla della salute del pianeta come diretta conseguenza della salute dell’uomo o almeno sembra, visto che i media trascurano spesso l’impatto dei cambiamenti climatici sulla salute dell’uomo.

I ricercatori mostrano come in una prima fase il riscaldamento globale porterà un apparente beneficio in alcune zone del pianeta. Inverni meno freddi porteranno ad una diminuzione delle morti per influenza, parallelamente, l’aumento di zone aride sul pianeta porterà alla graduale diminuzione del numero di zanzare e alla diminuzione di malattie infettive come la malaria.

Il caldo uccide più del freddo. Gli effetti negativi sono di gran lunga superiori. La popolazione dovrà resistere a periodi caldi più lunghi. Il calore potrà aggravare patologie già esistenti. Con il caldo aumentano i livelli di stress con un generale indebolimento del fisico. L’alimentazione non sarà più la stessa. Desertificazione e siccità ostacoleranno la produzione agricola alla pari di uragani e inondazioni. Le acque con una temperatura più elevata saranno popolate da un minor numero di pesci, ulteriore conseguenza di una scarsità di cibo. 

Denutrizione e carestie saranno conseguenza diretta dei cambiamenti nell’ecosistema e cause indirette di guerre e violenze. Infine la migrazione di flussi di popolazione da una zona all’altra del paese aumenterebbe il divario tra paesi ricchi e zone definite del terzo mondo. Lo scenario descritto può sembrare apocalittico, ma per ogni evento descritto, i ricercatori hanno presentato una serie di dati concreti, analizzando le cifre sui cambiamenti negli ultimi anni.

Ecologia e medicina insieme. Chi si occupa di ecologia dovrà studiare gli interventi urgenti, chi si occupa di medicina dovrà supportare le scelte dei governi per la salute degli individui. La ricerca del British Medical Journal arriva a qualche mese dalla scadenza del Protocollo di Kyoto, appuntamento in cui le diverse nazioni dovranno confrontarsi per verificare l’esito dei programmi attivati contro il riscaldamento globale.

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