Utilizzare lo stesso olio per friggere è tossico e dannoso

Dall’Università dei Paesi Baschi, arrivano i primi risultati di alcuni test sull’olio usato in alimentazione. L’obiettivo era quello di dimostrare residui di tossine nell’olio usato e riproposto in una seconda frittura. I ricercatori hanno preso in esame tre tipi di olio. L’olio d’oliva, l’olio di girasole e di lino. Ecco come l’olio riscaldano più volte rilascia tossine responsabili di patologie degenerative del sistema nervoso.

L’olio che si utilizza per friggere può diventare molto dannoso per la nostra salute, sopratutto se riscaldato più volte. In generale si sa che la frittura non è il metodo di cottura più salutare, con le alte temperature infatti, l’olio vegetale sprigiona aldeidi, sostanze nocive che possono essere trasmesse ai cibi.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Food Chemistry parte da una considerazione ben nota ai ricercatori, ossia le prove che gli aldeidi inquinano l’atmosfera e sono nocivi se inalati, non conosciuta era invece la quantità di tossine che rimane nell’olio e sopratutto quante tossine sono trasmesse ai cibi.

Partendo dai tre tipi di olio, portati a cottura per un tempo prestabilito, 8 ore per l’olio di oliva e l’olio di girasole e ben 20 ore di cottura per l’olio di lino, è emerso che le sostanze aldeide non solo rimangono nell’olio ma la loro tossicità aumenta notevolmente e viene trasmessa ai cibi quando l’olio viene ulteriormente riscaldato.

Bisogna quindi evitare di friggere con lo stesso olio e riscaldare l’olio usato. La scoperta è molto importante e supporta ulteriori studi che hanno riguardato la degradazione degli acidi grassi vegetali. Tale processo viene infatti ritenuto responsabile di patologie degenerative molto gravi, ad esempio quelle del sistema nervoso centrale come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer.

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