Colesterole LDL: come ridurlo con il succo di pomodoro

Colesterole LDL: come ridurlo con il succo di pomodoro

Il succo di pomodoro, bevanda tradizionale, sta riscoprendo un nuovo successo nell’alimentazione quotidiana questo in seguito anche a dei recenti studi internazionali che hanno confermato quanto questa bevanda abbia un’influenza positiva sul colesterolo cattivo e sulla pressione sanguigna. L’affermazione viene direttamente dalla Tokyo Medical and Dental University, alcuni docenti giapponesi esperti del settore alimentare hanno recentemente pubblicato sulla rivista Food Science & Nutrition uno studio dove esaltano tutte le proprietà e benefici del succo di pomodoro che non a caso deve essere necessariamente non salato per avere effetti positivi sul benessere del singolo. Il test è stato effettuato su un campione di circa 480 persone che per un periodo di tempo hanno consumato succo si pomodoro annotando su un apposito diario le quantità consumate e gli effetti che quest’ultimo produceva sulla loro salute. I risultato sono stati notevoli: in primo luogo la pressione sanguigna è scesa in modo rilevante, e così anche il colesterolo cattivo.

Colesterolo e succo di pomodoro: tutto merito del licopene

Il rapporto positivo tra la riduzione del grasso nel sangue e il pomodoro sembra essere dato dal licopene, sostanza chimica che conferisce ai pomodori il colore rosso e che a quanto pare impedisce la formazione della placca nell’arterie e di conseguenza la comparsa del colesterolo. Seppur maggiormente scettici i ricercatori europei rispetto a quelli giapponesi non possono non approfondire questi dati, a tale proposito la dottoressa Victoria Taylor, dietista senior presso la British Heart Foundation ha affermato:”La popolazione giapponese è probabilmente diversa da quella del Regno Unito, quindi non dovremmo generalizzare. Lo studio non tiene conto di ciò che i partecipanti stavano mangiando o se avevano consumato pomodori in altre forme e non prendeva in considerazione fattori di stile di vita che avrebbero potuto influire sulla loro pressione sanguigna e sui livelli di colesterolo.” 

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