Milk sharing, un fenomeno in crescita

Milk sharing, un fenomeno in crescita

Il milk sharing è un fenomeno in crescita e fa riferimento ad un ritorno della condivisione della latte materno, pratica che ricorda le nutrici ossia coloro che in un passato non troppo lontano si prestavano ad aiutare quelle mamme che non riuscivano ad allattare i propri figli per almeno i primi 6 mesi di vita. L’esperienza metteva in evidenza come l’allattamento in passato era un’attività condivisa e non veniva considerata solo una pratica esclusiva della neo mamma con il nascituro ma era finalizzata soprattutto a dare la giusta importanza al latte materno nella crescita del neonato. Nonostante l’OMS ha più volte affermato con campagne pubblicitarie internazionali l’importanza dell’allattamento non sostiene appieno la pratica del Milk sharing anzi non ha esitato in questi ultimi tempi di metterne in evidenza gli aspetti negativi dovuti soprattutto al fatto che il latte viene comprato soprattutto on line e questo causa non pochi problemi. Il Meeting annuale delle Pediatric Academies Societies(PAS) tenutosi a Baltimora ha analizzato il problema sotto alcuni punti di vista considerando il fatto che acquistare latte materno nel web non garantisce la sua qualità al pari di una donazione come quella delle nutrici.

Milk sharing, perchè i pediatri lo sconsigliano?

Durante il meeting il tema ha appassionato tantissimi addetti ai lavori come pediatri internazionali tutti concordi nell’affermare l’utilità dell’allattamento come principale mezzo di nutrimento del nascituro. I ricercatori del Cohen’s Children Medical Center di New York hanno poi aggiunto come il sistema del milk sharing vada tenuto sotto controllo soprattutto perchè la condivisione del latte di cui si ignara la provenienza non è opportuna e salutare:“Si sta assistendo però a una rinascita della condivisione del latte, grazie a donne che ne producono più del necessario e lo vendono online. Queste interazioni però sono prive dei regolamenti e degli esami medici che una volta le accompagnavano”. Gli stessi pediatri e ricercatori insistono sulla necessità di scoraggiare, almeno per il momento, la pratica del milk sharing e questo solo a tutela del neonato:”La condivisione del latte non regolamentata via Internet presenta problemi di sicurezza e va scoraggiata, mentre va stimolato il consumo di latte conservato nell’apposite banche”. 

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