Gravidanza, come è cambiata la legge sul congedo di maternità

Gravidanza, come è cambiata la legge sul congedo di maternità

La Legge di Bilancio 2019 approvata recentemente ha posto in essere moltissimi cambiamenti, in particolare tende a rivoluzionare anche il congedo maternità che da quest’anno permette alle neo mamme lavoratrici e previo consenso del medico di lavorare fino al nono mese di gravidanza approfittando in tal mondo di 5 mesi di sospensione dal lavoro nel periodo successivo al parto. La novità non ha potuto non suscitare più di una polemica, perchè se da una parte permette alle donne di godere dei proprio figli fino al 5 mese dalla loro nascita limitandone il drastico distacco, dall’altro le legittima a lavorare anche in un status interessante molto avanzato che in alcuni casi può essere considerato stancante anche senza certificazione medica. Alcuni ginecologi si sono detti favorevoli alla novità introdotta per legge, Riccardo Morgera, direttore sanitario della casa di cura Ospedale Internazionale di Napoli ha dichiarato:”Le donne in salute possono lavorare fino al nono mese di gravidanza senza problemi, al limite con alcuni accorgimenti: meno ore di lavoro e più regolarità nei pasti”.

Gravidanza, la nuova legge sul congedo di maternità? Una libertà di scelta conquistata

Ostetriche, ginecologi ma anche neonatologi sono tutti d’accordo sul fatto che alla donna sia stato riconosciuto il diritto di scegliere, questo perchè ogni gravidanza è singolare e ha una sua storia. Dora De Carolis, ostetrica della clinica Mangiagalli di Milano ha accolto con entusiasmo il cambiamento:”Ogni gravidanza è un mondo a sé, le mamme devono avere la libertà di scegliere se utilizzare il congedo prima o dopo il parto. Personalmente, credo sia più rasserenante per una donna posticipare di un mese il distacco dal neonato.” Anche  Luca Bernardo neonatologo e professore ad interim della clinica Macedonio Melloni di Milano riconosce che la libertà di decidere quando andare in maternità è prerogativa della gestante:”ll vantaggio? La possibilità di usufruire di un mese di congedo retribuito in più dopo il parto con indubbi benefici per la mamma, il neonato e la famiglia: uno di questi riguarda l’allattamento al seno.”

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