La Dieta Atkins: basso tenore di carboidrati

Con il nome di Dieta Atkins si indica un metodo elaborato dal Dr. Robert Atkins. Il dottor Atkins dichiarava che c’erano fattori importanti non riconosciuti nell’alimentazione occidentale che portavano all’obesità. Lui stesso utilizzò il metodo per risolvere i suoi problemi di sovrappeso.

Egli credeva che questa derivasse principalmente dall’assunzione di carboidrati  raffinati, come zucchero, farina, e sciroppo di mais ad alto tenore di fruttosio. Ma in che cosa consiste questa dieta ancora oggi molto attuale?

La dieta si basa  su un semplice principio, togliendo al corpo i carboidrati, quest’ultimo ottiene l’energia necessaria per il suo funzionamento dai grassi, assumibili, insieme alle proteine senza alcun limite. Nella prima settimana si riscontra una perdita di peso, variabile dai 2 ai 4 kg, il motivo va ricercato nella minore produzione di insulina, ormone stimolato maggiormente dai carboidrati, nonché principale responsabile dell’ingrassamento, soprattutto se la sua produzione è stimolata da questo macronutriente. Inoltre eliminando i carboidrati viene avviata in maniera costante la lipolisi, ovvero lo smaltimento del grasso corporeo, che avviene soprattutto in assenza di produzione di insulina da glucidi. Procedendo con la dieta, ci si stabilizza su un calo di circa 1–2 kg settimanali.

Chi intraprende questa dieta oltre ad essere seguito da un ottimo specialista deve avere una quantità di grasso corporeo superiore alla massa muscolare. Il regime alimentare esclusivamente basato su proteine e grassi (assumibili senza alcun limite se non la sazietà poiché dal potere maggiormente saziante rispetto ai carboidrati), comporta la formazione di sostanze, le quali  sviluppate dal consumo dei grassi senza la presenza di glucidi, costringono il fegato ad intensificare la sua attività; per ovviare a questo rischio, durante l’intera durata della dieta, vanno assunti non meno di 2 litri di acqua giornalieri. La dieta Atknis, non può e non deve essere seguita per un periodo di tempo superiore ai 3 mesi, con un calo complessivo di circa 20 kg (esempio di uomo adulto con un peso alla partenza di 100 kg).

Al termine di questo lasso di tempo, andrà ricercato, aumentando settimanalmente la quantità di carboidrati giornalieri con salti di 5gr, il limite personale di assunzione dei carboidrati, ovvero quella quantità, che si attesta all’incirca sui 150gr giornalieri. Questo limite andrà rispettato a vita, e aumentato o diminuito qualora si notino variazioni di peso. I soggetti che seguono questa dieta dovranno apportare delle fonti di vitamine e Sali minerali che andranno a migliorare la qualità della vita.

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