Il dispositivo che controlla quanto si mangia

Auracle è un dispositivo che serve a controllare quanto una persona sta mangiando. Si tratta di una fascia che si mette in testa e serve a registrare quanto la persona sta mangiando e per quanto tempo rimane seduta a tavola. Questo wearable è utile per le persone che soffrono di disordini alimentari. Si tratta di un prototipo creato dai ricercatori del Dartmouth College e della Clemson University, negli Stati Uniti.

Questa fascia da indossare in testa cattura i suoni della bocca e analizza i momenti della giornata della persona, se e quando mangia. L’idea degli studiosi è di registrare l’audio con dei microfoni che vanno posizionati sotto l’orecchio. Questo permette di distinguere quando si mangia, da quando si parla o da quando si tossisce e si sbadiglia.

Auracle non ha l’obiettivo di calcolare le calorie ingerite, ma ha lo scopo di aiutare i medici e i ricercatori a studiare diete e disordini alimentari. Questo per non basarsi solo sui ricordi dei pazienti e sui loro diari, che sicuramente non sono dettagliati. Spesso infatti i ricordi non sono chiari o ci si dimentica di annotare sul diario i dati. Ancora questo device è in fase di sviluppo, ma già dai primi test effettuati, si è mostrato efficace con un’accuratezza pari al 90 per cento, distinguendo chiaramente i rumori.

“Le persone si dimenticano di scriversi le cose immediatamente, per cui, quando poi cercano di ricordare, i dati sono incompleti. Invece, pensa se avessimo a disposizione un mezzo che registra quando mangi e per quanto tempo. E poi magari, mentre sei nel bel mezzo di un panino, ti invia una notifica sullo smartphone e ti dice ‘Sei sicuro di volerlo mangiare tutto?’” spiega Ryan Halter, autore principale del team di ricerca.

È chiaro che ormai i wearable sono in grado di monitorare la salute degli individui, dal segnalare quanto tempo una persona ha corso, come ha dormito, se si ha bisogno di bere dell’acqua, ma ancora non era stato inventato nulla per monitorare l’attività principale della giornata: mangiare. Da qui l’idea di questi ricercatori che se dovesse superare tutti i test e l’ostacolo di convincere le persone ad usare la fascia per tutto il giorno darebbe un contributo, una svolta al problema di chi soffre di disturbi alimentari.

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