Lo studio: l’abuso di internet determina l’aumento del battito e della pressione

Secondo una ricerca per metà italiana dell’Università di Milano, l’abuso di internet determina l’aumento della pressione sanguigna e anche del battito cardiaco. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica Plos One e condotto dai ricercatori della Swansea University e dell’Università degli studi di Milano.

In particolare, la ricerca ha visto protagoniste 144 persone volontarie di età compresa tra i 18 anni e i 33 anni, tutte persone originarie della Gran Bretagna, alle quali sono stati misurati una serie di parametri fisiologici sia prima dell’uso di internet che dopo aver navigato online. È stato chiesto loro di rispondere a dei test psicologici, dopo essere rimasti online per 15 minuti, scegliendo siti di loro gradimento. Quindi i ricercatori hanno imposto la disconnessione dalla rete. Il risultato? Gli studiosi hanno rivelato un aumento medio del 3-4 per cento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna due minuti dopo la disconnessione dalla rete, rispetto ai momenti che l’hanno preceduta. In alcuni casi, i ricercatori hanno trovato addirittura un raddoppiamento. Questo si è verificato sulle persone che hanno ammesso di avere un rapporto problematico con internet, una sorta di astinenza quando si stacca la spina e non si è più online.

Si tratta di effetti che possono essere “correlati all’ansia”, spiega Roberto Truzoli, uno degli autori dello studio, ricercatore di psicologia dell’Università di Milano. Sono effetti che si verificano in chi ha riferito di avere un rapporto problematico con internet nel momento in cui si disconnette. Insomma lo studio conferma altre ricerche fatte da studiosi statunitensi, che hanno evidenziato come l’uso di internet sia paragonabile alla dipendenza da droghe.

In sintesi, spiegano gli esperti, a provocare questa reazione non sono le ore trascorse davanti al computer, ma l’intensità di quanto questo determini il ritiro sociale. Se vengono passate anche quattro ore al computer senza poi uscire di casa, è bene farsi aiutare dai professionisti. Viceversa, la situazione non è preoccupante se dopo aver passato anche otto ore davanti al computer, si fa vita sociale, uscire a fare una passeggiata con gli amici, andare a fare una partita al calcetto, per esempio. In questo caso la situazione è meno preoccupante.

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