Smettere di fumare: consigli

Ogni anno il vizio del fumo di sigaretta causa numerosi decessi ed altrettanti casi di malattie gravi come tumori polmonari, cardiopatie ed ipertensione. Nonostante i fumatori siano coscienti dei rischi che si assumono accendendo ogni giorno diverse sigarette, smettere di fumare resta particolarmente difficile, in particolar modo per coloro che fumano ormai da tantissimi anni e fanno della sigaretta un vero e proprio “piacere della vita” cui sembra impossibile rinunciare.

In altri casi, invece, alcune persone iniziano a sentire dentro di sé la necessità di cambiare le cose e di diminuire il numero di sigarette giornaliere fino a smettere completamente ma giocoforza si scontrano con l’evidenza dei fatti: il vizio resta più forte della motivazione, complice la paura di subire sintomi troppo forti.

Per non parlare di coloro che, forti di una motivazione inizialmente molto evidente, riescono a smettere di fumare per un certo periodo ma riprendono a causa di uno stress improvviso e fumano in alcuni casi anche più di prima peggiorando la loro salute in breve tempo.

Appare evidente, insomma, che per smettere di fumare la motivazione è necessaria ma non basta. Essa resta il primo immancabile step per dare inizio ad un simile percorso ma bisognerà alimentarla costantemente nel tempo per essere sicuri che le vicissitudini della vita non la spengano.

Partire dalla motivazione giusta per smettere di fumare significa essenzialmente chiedersi: qual è il motivo giusto per non accendere più una sigaretta? Sebbene ai non fumatori la domanda possa apparire assai banale visto che di motivi per non fumare ce ne sono a bizzeffe, per un fumatore incallito non basterà motivarsi con una frase del tipo “la mia motivazione è stare meglio”. Molto spesso, soprattutto nei primi tempi, il fumatore che decide di smettere di fumare ha bisogno di motivazioni fuori da sé come, ad esempio, l’arrivo di un figlio, la volontà di dare il buon esempio alla prole, la voglia di non far preoccupare le persone alle quali si tiene di più e motivi simili. Se le cose procederanno per il verso giusto e si riuscirà a notare il miglioramento di salute conseguente all’aver chiuso con le sigarette, la motivazione “di mantenimento” potrà naturalmente spostarsi verso se stessi ed essere qualcosa tipo “non fumo perché sono in miglior salute”, “non fumo perché respiro meglio”, “non fumo e così facendo riesco a godermi di più la vita”.

Come anticipato, la motivazione è fondamentale per smettere di fumare ma da sola non basta. Chi fuma molte sigarette al giorno e decide di smettere, soprattutto nei primi tempi soffrirà di crisi di astinenza (simili in tutto e per tutto a quelle determinate dall’uso di sostanze diverse) ed avrà bisogno del supporto morale di persone vicine per non cadere in tentazione. Amici, colleghi, parenti e persone che a vario titolo fanno parte della propria vita giocano quindi un ruolo fondamentale per essere sicuri di avere successo in questa grande battaglia contro il fumo.

A volte il fumatore in via di redenzione potrebbe aver bisogno di parlare di ciò che lo affligge e non lo rende sereno e trovarsi, dopo una bella chiacchierata, a non avere più voglia di fumare. Il motivo è semplice: spesso il fumo sopperisce a mancanze, delusioni e frustrazioni inespresse che, una volta elaborate a voce alta o tenendo un diario, possono risolversi e dare la serenità che mancava.

Motivazione e supporto morale sono i passaggi fondamentali per raggiungere l’obiettivo ma in alcuni casi potrebbero non essere sufficienti a smettere definitivamente di fumare. Un altro consiglio importantissimo da tenere a mente quando si decide di dire finalmente addio al fumo è di rivolgersi al proprio medico curante e di chiedere se è il caso di affiancare a queste soluzioni terapie integrative di tipo farmacologico (ad esempio cerotti o gomme a base di nicotina, agopuntura, sedute di psicoterapia comportamentale ed altri consigli che solo il dottore che vi conosce bene potrà darvi).

 

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